Progetto Sponsorizzazione: ti offriamo qualcosa in più della "semplice" visibilità, ti offriamo una esperienza!

Valutiamo da un punto di vista di un manager neutrale il nostro progetto insieme a te che potresti diventare parte del Nostro progetto!

Nel marketing l'enduro è ancora "interessante" come prodotto?

Senza alcun dubbio l'enduro è uno degli sport con il valore più alto in assoluto, per la sua personalità intrinseca e per la possibilità di trasferirla con chiarezza. Ti faccio un esempio: se io devo dare ad un nuovo brand l'accento di spregiudicato e coraggioso, ci metterò molto tempo ed impegno per ottenere della credibilità; ma se prendo una persona che pratica questo sport – o comunque prendo "lo sport" perché in questo caso "persona" e "sport" sono la stessa cosa – che ha già i valori di coraggioso e impavido e ci metto sul suo petto il mio marchio, dichiaro di difenderne i valori e in parte li acquisisco e le persone vorranno anche loro avere quel marchio sul petto, per poter dire "sono coraggioso anch'io !". Improvvisamente quindi il marchio si ritrova fra le proprie caratteristiche anche quei valori: è una sintesi semplicistica ma alla fine funziona anche così.

 

Il motociclismo, nel nostro caso l'enduro, da sempre è uno sport con queste valenze, quelle dell'uomo vero e coraggioso che non ha paura o se la ha la vince, e se questo concetto riesci a trasferirlo all'interno dei valori di un marchio, lo sport diventa uno dell'acceleratori più efficaci. Essere uno sport di nicchia non è certo un problema, anzi può dare una valenza più ricercata e quindi più credibile: guarda Red Bull quando ha sponsorizzato l'impresa di Felix Baumgartner con il lancio dalla stratosfera: non si può dire che fino a quel momento fosse uno sport tanto diffuso ……eppure milioni di persone hanno guardato l'evento in diretta in tutto il mondo. Se non era nicchia quella.

Perché un'azienda dovrebbe investire dei soldi per ristrutturare uno "Stradivari"? Perché così genera un percepito di attenzione alla perfezione, alla cultura e di riflesso ottiene l'effetto di generare un percepito di attenzione all'eccellenza anche nei suoi prodotti.

Funziona così: tu ti appropri di un valore con un sistema "sano": ti prendi quella nicchia, dai molto importanza a quello che stai facendo ed in automatico quel valore sarà trasportato sul tuo marchio e sui tuoi prodotti.

Non importa che sia uno sponsor direttamente legato al motorsport, conta l'atteggiamento non la funzione di un prodotto o di un servizio. 

 

Stiamo lavorando nel senso giusto allora?

Sarebbe molto importante avere dei "personaggi": se io sponsorizzo la squadra o il pilota, sono io il primo a dover dare visibilità ed evidenziare i valori di questo sport, attraverso i miei canali ed il mio budget, altrimenti sarei "scemo". Ma dall'altra parte, devono assecondare gli sponsor, facilitare loro il lavoro, non fare il contrario.

Guarda i video più cliccati sul web: spesso sono i video fatti con gli smartphone con passaggi più simili a qualcosa di estremo che di tecnico. E questi video sono i più cliccati perché li capisce anche mia moglie e tua moglie; i filmati ufficiali sono solo una serie infinita di passaggi o magari trenta secondi della ruota in slow-motion che striscia sul fango: ma se il mio sponsor non è un gommista, può interessare a qualcuno questo? Se si vogliono acquisire i valori che lo sport del motore ha, bisogna sottolineare i gesti estremi e trasformare i piloti in eroi: una sorta di gladiatori dei giorni nostri.

 

Spesso manca in modo totale la narrazione che porti la gente a capire i valori di questo sport: se invece al bar prendi l'amico e glielo spieghi con passione, stai tranquillo che diventerà un appassionato di enduro. Ormai siamo diventati più bravi a spiegarlo al bar che con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione.

La natura dello sport dell'enduro va benissimo così com'è, il fatto che sia uno sport difficile da seguire è quasi irrilevante, per uno sponsor. Non solo, ma non è nemmeno così importante lo svolgimento della gara dal vivo: è quello che ci racconti intorno che lo è. Così come, intendiamoci, nemmeno il numero degli spettatori che lo segue dal vivo è fondamentale: una moto che sfreccia in mezzo al bosco cosa vuoi che faccia leggere, a livello di sponsor, allo spettatore?

La gara naturalmente ci deve essere, perché è la garanzia che tutto sia vero, ma è la scusa per raccontare tutto il resto: ad uno sponsor "sano" il pubblico "dal vivo" non interessa in questo caso, perché l'operazione di comunicazione si basa sui valori intrinsechi allo sport da comunicare con efficacia ben più ampia.

 

Con i "social" oggi è tutto più semplice, sono un mezzo straordinario e questo è il momento più adatto, quindi è fondamentale rendere comunicabile e telegenico questo sport per "succhiargli" i valori reali che ha.

 

Riassumendo, quali sono i "buoni propositi" da consigliare a chi opera nell'enduro e al motorsport in genere per questo 2018 che va a iniziare?

DI dimenticare i vecchi metodi di approccio che sono vecchi e sepolti; c'è ancora gente ferma al concetto: "io ti pago e tu mi metti l'adesivo sulla moto e dopo mi dai la fotografia che l'appendo in salone". Che valore può avere oggi una cosa del genere, se mai lo ha avuto? Bisogna mettere da parte la presunzione ed ascoltare le esigenze da parte di chi i marchi li gestisce, da parte di chi i soldi li ha veramente ma li spende solo se parliamo di comunicazione. Generare una serie di idee, di visibilità che vada oltre la gara in sé stessa ed individuare gli sponsor che abbiano già una vicinanza con i valori trasmessi dall'enduro.

Buttare via le cose finte e tenere soltanto quelle "vere". La parola più corretta per il futuro deve essere "vero": uno sponsor vero, un vero piano di comunicazione. Non ho mai capito una cosa: "se non vendi visibilità perché io dovrei darti dei soldi?"Per quale motivo io dovrei pagarti se tu non mi restituisci visibilità? Se i valori non li vede nessuno, cosa me ne faccio?

Tutto deve essere "vero": lo sport, il progetto, gli sponsor.

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